Approfondimenti

Il rinnovamento della didattica della storia passa attraverso la proposta di pratiche didattiche laboratoriali aggiuntive o alternative all’uso del manuale e deve essere anche sostenuto dalla riflessione sulle implicazioni metodologiche collegate a queste pratiche.
Il nostro progetto didattico, nato per far conoscere il notevole patrimonio archivistico e artistico della Fondazione MIA, si caratterizza anche per alcune scelte di contenuto e di metodo, quali la conoscenza degli archivi e delle istituzioni che li conservano, l’uso di fonti documentarie e la conoscenza della metodologia del lavoro dello storico, l’educazione dei futuri cittadini al patrimonio culturale e alla conoscenza della storia del territorio in cui vivono gli alunni in un prospettiva interdisciplinare e interculturale. Questa nuova impostazione corrisponde alle recenti acquisizione teoriche nel campo della didattica della storia e permette di coinvolgere e motivare maggiormente gli alunni, di far acquisire loro conoscenze, abilità e competenze storiche che è difficile raggiungere affidandosi prevalentemente allo studio del manuale, e di fornire loro una cultura storica significativa.
Nel corso degli anni L’Officina dello storico ha organizzato su questi temi vari momenti di formazione ai quali hanno partecipato studiosi ed esperti di didattica della storia. In questa sezione intendiamo raccogliere i materiali presentati nel corso di questi incontri con l’intento di metterli a disposizione dei docenti come occasione di riflessione e di aggiornamento sulla didattica della storia.

  • Contributi di Maria Teresa Rabitti

    L'Officina dello storico di Bergamo il 20 settembre 2019 ha organizzato la presentazione della XII edizione delle attività per le scuole. All'incontro ha partecipato Maria Teresa Rabitti, docente di Didattica della storia presso la Facoltà di Scienze della Formazione Primaria nella Libera Università di Bolzano, fondatrice di “Clio ’92” (Associazione di insegnanti ricercatori in didattica della storia), che da anni conduce attività di formazione per insegnanti per ogni ordine di scuola.

    Nel suo intervento la relatrice si è soffermata a ragionare intorno a quali abilità relative all’uso delle fonti i docenti devono costruire e/o potenziare nel percorso di apprendimento scolastico e ha elencato quali sono le attività più efficaci per promuovere le abilità, gli atteggiamenti, le metacognizioni che rendono possibili l’acquisizione di competenze in questo ambito. L’uso delle fonti, secondo Rabitti, deve favorire l’acquisizione di una mentalità problematica, indagatrice e curiosa del sapere.  Le conoscenze, secondo la docente della Libera Università di Bolzano, vanno costruite  con le fonti, non tanto sul manuale dove si trovano solo affermazioni assertive e non il lavoro di indagine e interpretazione dello storico. Per questo motivo diventa importante far capire agli studenti come si costruisce la storia con le fonti, far apprendere loro un metodo che possono applicare ogni volta che si trovano davanti ad una fonte.

    Un altro tema su cui si è soffermata Maria Teresa Rabitti  è stata l’importanza dello studio della storia locale in relazione a quella nazionale, europea e mondiale e l’importanza dell’educazione al patrimonio a partire da quello del territorio in cui vivono gli studenti per la formazione di competenze di cittadinanza. Dopo aver accennato ai problemi nazionali e internazionali inerenti i beni del patrimonio, e alla necessità della tutela,  della conservazione, e della valorizzazione, ha concluso parlando delle fonti fotografiche e  di come si leggono e interpretano mostrando un modello di scheda di lettura di un fonte fotografica.

    Trascrizione della relazione: "Oltre l’insegnamento trasmissivo della storia: come operare con le fonti per formare abilità e competenze"

    Slide della relazione

    Scheda di lettura di un fonte fotografica

    La fonte iconografica: l’affresco del Lorenzetti "Il buon governo"

     

  • Formare abilità e competenze di storia e di educazione alla cittadinanza con i laboratori dell’Officina dello storico

    Il 27 settembre 2018 presso l'Istituto d’Istruzione Superiore Giulio Natta di Bergamo è stata presentata l’XI edizione dei Laboratori didattici proposti da “L'Officina dello storico” di Bergamo promossa dalla Fondazione MIA. All’incontro erano presenti Giulio Orazio Bravi del Centro studi e ricerche Archivio Bergamasco che è intervenuto sul tema La Misericordia Maggiore: oltre 750 anni al servizio della cultura e della città, e il presidente di Clio92 Ivo Mattozzi, che ha tenuto una relazione su Formare abilità e competenze di storia e di educazione alla cittadinanza con i laboratori dell’Officina dello storico.
    Della sua relazione il prof. Mattozzi ci ha gentilmente fornito le slide nelle quali si presenta il laboratorio pluritematico e trasversale sul monastero di Astino e viene proposta una riflessione su competenze, abilità, conoscenze e atteggiamenti che si raggiungono attraverso questo e altri laboratori proposti dall’Officina dello storico di Bergamo, così come previsto anche dalle Indicazioni Nazionali e dai programmi ministeriali. Vengono spiegate le varie fasi del procedimento di analisi delle fonti: lettura, comprensione trascrizione del documento fino all’elaborazione del testo e vengono presentate le competenze che attraverso l’analisi e l’interrogazione delle tracce/fonti si possono acquisire. Le slide finali sono dedicate alla presentazione di un approfondimento sui cabrei, per l’analisi del paesaggio agrario del passato, e all’importanza per i docenti e la scuola di formare dei cittadini consapevoli, attivi e critici attraverso la conoscenza della funzione e del valore del patrimonio culturale.

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